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Il menu del giorno ti fa guadagnare o ti serve solo a smaltire scarti?

Il menu del giorno ti fa guadagnare o ti serve solo a smaltire scarti?

Mettiamo un primo, un secondo e un contorno a 14 euro. Il cliente è contento, il tavolo si libera in fretta, la cucina lavora senza intoppi. Sembra tutto perfetto finché non fai il conto di quanto ti resta in tasca a fine servizio. Il menu del giorno non è buono o cattivo di per sé: dipende da cosa ci metti dentro e da quanti coperti riesci a far girare con quel prezzo fisso.

Il problema vero non è il prezzo, è il margine per coperto

Un piatto a carta a 18 euro con un food cost del 30% ti lascia 12,60 euro di margine lordo. Un menu del giorno a 14 euro con un food cost più alto, mettiamo il 38% perché dentro c'è un secondo di carne, ti lascia 8,68 euro. La differenza è quasi 4 euro a coperto. Se fai 30 coperti a menu del giorno invece che a carta, hai perso circa 120 euro in un servizio. Su un mese di pranzi feriali, sono cifre che pesano sul conto economico, non sulle sensazioni.

Questo non significa che il menu del giorno sia sbagliato. Significa che devi sapere esattamente quanto margine stai cedendo e perché lo fai. Se non hai ancora una scheda tecnica per ogni piatto, è il primo strumento da costruire prima di fissare un prezzo fisso: senza quella, stai tirando a indovinare. Ne parla nel dettaglio la scheda tecnica del piatto.

Quanti coperti servono per pareggiare la carta

Il conto è semplice e lo puoi rifare con i tuoi numeri in cinque minuti. Prendi il margine medio per coperto che fai a carta in un pranzo normale, mettiamo 11 euro. Prendi il margine che fai con il menu del giorno, mettiamo 8 euro. Per pareggiare l'incasso lordo di 20 coperti a carta (220 euro), ti servono 27,5 coperti a menu del giorno. Se il tuo locale ha 25 posti e a pranzo li riempi una volta sola, il menu del giorno non ti farà mai pareggiare: ti serve un secondo giro, oppure clienti che altrimenti non sarebbero entrati.

Qui sta il punto che quasi nessuno controlla davvero: il menu del giorno conviene solo se porta coperti aggiuntivi, non se sostituisce clienti che avrebbero comunque ordinato a carta. Se il tuo pranzo di lavoro è già pieno di abituali che spendevano 18-20 euro e ora scelgono il fisso a 14, hai solo abbassato lo scontrino medio senza aumentare i coperti. Per capire quanto vale davvero ogni tavolo, il calcolo del guadagno per coperto ti dice se il menu del giorno sta aggiungendo margine o solo movimento.

Un esempio da rifare con i tuoi numeri

Locale con 30 posti, pranzo feriale. Senza menu del giorno fai 18 coperti a carta, margine medio 10 euro, totale 180 euro. Introduci il menu del giorno a 13 euro, food cost 35%, margine 8,45 euro. Se i coperti salgono a 32 (perché arrivano clienti nuovi che prima non entravano, tipo impiegati della zona con la pausa pranzo corta), il totale margine diventa 270 euro. Ha funzionato. Se invece i coperti restano 18, ma ora sono tutti a menu fisso, il totale scende a 152 euro. Stesso menu, stesso prezzo, risultato opposto. La differenza è tutta nel se il menu del giorno aggiunge o sostituisce.

Come scegliere gli ingredienti senza farne una scusa per gli scarti

Il rischio più concreto del menu del giorno è usarlo come discarica per quello che sta per scadere. Funziona una volta, poi il cliente se ne accorge: il pesce ha odore strano, la carne è dura, la verdura è appassita. Il menu del giorno smette di portare coperti aggiuntivi e diventa il motivo per cui qualcuno non torna più.

La logica giusta è opposta: scegli per il menu del giorno ingredienti con resa alta e prezzo stabile, non gli avanzi. Un taglio di carne con poco scarto, una verdura di stagione che costa poco perché è nel pieno del suo ciclo, un formato di pasta che non ha sprechi di cottura. Se non sai quanto scarto produce davvero un ingrediente prima di arrivare al piatto, il conto del margine che hai fatto sopra è falso. Vale la pena controllarlo con il calcolo della resa dell'ingrediente, e capire quanto incide lo scarto di lavorazione sul costo reale, non su quello di listino.

Il menu del giorno onesto usa la stagionalità a proprio vantaggio: zucca e funghi in autunno, pomodoro e melanzane in estate, non perché fa "tendenza", ma perché in quel momento costano meno e hanno resa migliore. Se vuoi tenere i conti in piedi anche quando cambiano i costi delle materie prime stagionali, il tema è approfondito in stagionalità e gestione dei costi.

Il menu del giorno come termometro del food cost

C'è un uso del menu del giorno che quasi nessuno sfrutta: usarlo per testare se il tuo food cost teorico corrisponde a quello reale. Sono pochi piatti, ripetuti ogni giorno, con ingredienti sempre uguali. È l'occasione perfetta per confrontare quanto dovresti spendere secondo la scheda tecnica e quanto spendi davvero, guardando le fatture della settimana. Se il differenziale tra teorico e reale è alto proprio sui piatti del menu fisso, hai un problema di porzionatura o di scarto che si vede subito, perché la ripetizione rende l'errore facile da individuare. Il tema è trattato in dettaglio in food cost teorico contro reale.

Quattro casi concreti e cosa fare

SituazioneCosa sta succedendoCosa fare Menu del giorno pieno, ma i coperti a carta erano già pieni primaStai sostituendo clienti a margine alto con clienti a margine bassoAlza il prezzo del fisso o riduci le portate incluse Menu del giorno mezzo vuoto, ingredienti scelti per smaltire scorteIl cliente percepisce qualità bassa e non tornaCambia ingredienti: stagione e resa alta, non avanzi Menu del giorno pieno con clienti nuovi rispetto al solito pranzoSta funzionando: margine totale in crescitaMantieni, monitora il food cost reale ogni mese Menu del giorno con margine per coperto quasi uguale alla cartaOttimo equilibrio, raro ma possibile con ingredienti giustiConsolida la formula, non serve cambiare nulla

Il prezzo giusto per tre portate

Non esiste un prezzo giusto uguale per tutti i locali: dipende dal tuo food cost obiettivo e da quanti coperti realisticamente riesci a portare in più. Il metodo è lo stesso che useresti per qualsiasi piatto a carta: parti dal costo reale degli ingredienti (comprese le rese, non i prezzi di listino), dividi per il food cost percentuale che vuoi tenere, mettiamo il 35%, e quello è il prezzo minimo sotto al quale non scendere. Se il costo delle tre portate insieme è 4,50 euro e vuoi restare al 35%, il prezzo dovrebbe stare intorno ai 12,90 euro, non sotto. Il procedimento completo, con gli errori più comuni, è spiegato in come calcolare il prezzo di un piatto senza sbagliare.

Quando il menu del giorno non ti conviene

Ci sono situazioni in cui è meglio non farlo, o toglierlo se già lo fai. Se il tuo locale ha già il pieno a pranzo con clienti a carta e non c'è spazio fisico per aggiungerne altri, il menu del giorno abbassa solo lo scontrino medio senza portare nulla in cambio. Se la cucina fatica a gestire due linee di lavoro (carta più fisso) e la qualità ne risente su entrambi i fronti, il fisso ti costa più di quanto rende. E se ti accorgi che lo usi sistematicamente per far fuori quello che altrimenti butteresti, il problema non è il menu del giorno: è la gestione degli acquisti a monte, e vale la pena guardare quanto stai davvero buttando prima di cercare scorciatoie.

Il primo passo da fare questa settimana

Prendi i tuoi ultimi dieci giorni di pranzo. Conta i coperti a carta e i coperti a menu fisso, separa i margini con i costi reali degli ingredienti, non con il listino teorico. Guarda se il fisso ha aggiunto coperti che prima non c'erano o se ha solo spostato clienti che spendevano di più. Quel numero, non la sensazione di "il menu del giorno funziona bene", è quello che ti dice se continuare, cambiare ingredienti o alzare il prezzo.

Domande frequenti

Ma il menu del giorno mi conviene davvero o sto solo abbassando il margine?
Conviene solo se attira clienti nuovi che altrimenti non entrerebbero. Se il tuo pranzo è già pieno e il fisso sostituisce chi spendeva di più a carta, stai perdendo margine senza guadagnare coperti. Devi contare i numeri reali: se prima facevi 18 coperti a 11 euro di margine e ora ne fai 18 a 8 euro perché sono tutti a menu fisso, hai perso 54 euro in un servizio.
Come faccio a sapere se il menu del giorno sta funzionando o se è solo movimento che non rende?
Guarda se i coperti totali sono aumentati rispetto a prima di introdurlo. Se il numero di clienti è lo stesso ma ora ordinano il fisso invece della carta, non sta funzionando. Se invece sono arrivati clienti nuovi che prima non c'erano, allora il margine totale è in crescita e vale la pena mantenerlo.
Posso usare il menu del giorno per smaltire quello che sta per scadere?
Una volta sì, ma il cliente se ne accorge subito: il pesce ha odore strano, la carne è dura, la verdura è appassita. Dopo la prima volta non torna più. Meglio scegliere ingredienti di stagione con resa alta e prezzo stabile, non gli avanzi che devi buttare via.
A che prezzo devo fissare un menu del giorno con primo, secondo e contorno?
Calcola il costo reale degli ingredienti, compreso lo scarto di lavorazione, e dividi per il food cost percentuale che vuoi tenere, mettiamo il 35%. Se le tre portate costano 4,50 euro, il prezzo dovrebbe stare intorno ai 12,90 euro. Scendere sotto significa lavorare sotto il margine che ti sei fissato.

Argomenti: menu giornaliero ristorante, piatti del giorno margine, menu fisso prezzo

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