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Quanto pesano le utenze sul bilancio di un bar

Un conto voce per voce di luce, gas e acqua in un bar reale, per capire che percentuale del fatturato assorbono davvero le utenze e dove ha senso intervenire.

Quanto pesano le utenze sul bilancio di un bar

Apri la bolletta della luce e ti chiedi se quella cifra sia normale o se stai pagando troppo. È la domanda giusta, ma va fatta nel modo giusto: non conta il numero assoluto, conta quella cifra rapportata a quanto incassi. Un bar che fattura 18.000 euro al mese e ne spende 900 in utenze è messo diversamente da uno che ne fattura 9.000 e ne spende gli stessi 900. Stesso costo, peso completamente diverso sul conto.

Le tre voci che compongono le utenze di un bar

Quando parli di utenze in un bar stai mettendo insieme tre cose diverse, con pesi diversi e leve diverse per intervenire.

Energia elettrica

È quasi sempre la voce più pesante. Frigoriferi e congelatori restano accesi 24 ore su 24, la macchina del caffè lavora tutto il giorno, le vetrine refrigerate, l'illuminazione, il condizionamento d'estate. Mettiamo un bar con due banchi frigo, una vetrina, macchina espresso professionale e insegna luminosa sempre accesa: è facile che l'energia elettrica valga da sola più della metà del totale utenze.

Gas

Se il bar fa anche cucina, panini caldi, toast, piccola ristorazione, il gas entra in gioco per i fornelli e per l'acqua calda. Un bar puro caffetteria, senza cucina, ha un consumo di gas quasi trascurabile rispetto a uno che tiene aperta la piastra dalla mattina alla sera.

Acqua

È la voce più leggera in euro, ma non va ignorata: lavaggio bicchieri, macchina del ghiaccio, pulizie quotidiane. Su un bar di medie dimensioni pesa in genere meno di un decimo del totale utenze, ma se hai un guasto o un rubinetto che perde te ne accorgi solo a bolletta ricevuta.

Un conto reale, voce per voce

Prendi carta e penna, o meglio un foglio di calcolo, e fai questo esercizio con i tuoi numeri. Mettiamo un bar di città, 40 metri quadri di sala, orario 7:00-20:00, senza cucina calda importante:

  • Energia elettrica: 550 euro al mese
  • Gas (solo acqua calda e riscaldamento parziale): 150 euro al mese
  • Acqua: 80 euro al mese

Totale utenze: 780 euro al mese. Se questo bar fattura 15.000 euro al mese, le utenze pesano il 5,2% del fatturato. Se lo stesso bar, per un mese fiacco, fattura solo 10.000 euro, la stessa bolletta di 780 euro pesa il 7,8%. Le utenze in gran parte non si comprimono con il fatturato: restano quasi fisse anche quando incassi meno, e questo è il punto che deve preoccuparti più della cifra in sé.

Come calcolare la tua percentuale

La formula è semplice: dividi il totale delle utenze del mese per il fatturato dello stesso mese, e moltiplica per cento.

Percentuale utenze = (Luce + Gas + Acqua del mese) / Fatturato del mese x 100

Fallo per almeno tre mesi diversi, uno di bassa stagione e uno di alta, perché i consumi di condizionamento d'estate o riscaldamento d'inverno cambiano parecchio il conto. Un bar che d'estate tiene il condizionatore acceso dieci ore al giorno vede la voce elettrica salire anche del 30-40% rispetto a un mese mite, mentre il fatturato magari resta simile o cala per le ferie.

Le utenze dentro il conto settimanale del locale

Le utenze da sole dicono poco. Il senso vero si vede quando le metti in fila con le altre voci fisse su base settimanale, lo stesso foglio dove tieni affitto, personale e materia prima.

Riprendi l'esempio del bar da 15.000 euro al mese, circa 3.460 euro a settimana. Un conto settimanale plausibile:

VoceImporto settimanale% sul fatturato Materia prima (caffè, bevande, alimenti)900 euro26% Personale1.100 euro32% Affitto350 euro10% Utenze (luce, gas, acqua)180 euro5,2% Altri costi fissi (assicurazioni, software, manutenzioni)150 euro4,3% Margine residuo780 euro22,5%

Su questo conto le utenze non sono la voce che decide se il bar va bene o male: quel ruolo lo giocano materia prima e personale, che insieme valgono quasi il 60% del fatturato. Sul peso del personale, che spesso è la voce più delicata da gestire, trovi un approfondimento in questo articolo sul costo del personale. Ma le utenze sono l'unica voce fissa che puoi ridurre senza toccare qualità del prodotto o qualità del servizio, ed è per questo che vale la pena guardarla con attenzione anche se pesa "solo" il 5%.

Dove conviene tagliare e dove no

Alcuni interventi hanno un ritorno reale, altri sono più fumo che risparmio.

Interventi che funzionano

  • Guarnizioni dei frigoriferi: una guarnizione consumata fa lavorare il motore molto di più. Controllarle costa poco e si vede in bolletta.
  • Illuminazione a LED: se hai ancora faretti alogeni, il cambio si ripaga in pochi mesi sui consumi di un locale aperto dodici ore al giorno.
  • Manutenzione della caldaia e della macchina del caffè: un impianto sporco o mal tarato consuma di più a parità di prestazione.
  • Confrontare le offerte dei fornitori di energia: cambiare fornitore o rinegoziare le condizioni, soprattutto se il tuo contratto è vecchio di anni, spesso porta un risparmio concreto senza cambiare nulla nel locale.

Interventi che non convengono

  • Spegnere i frigoriferi alimentari per risparmiare: il rischio sicurezza alimentare non vale mai il risparmio in bolletta.
  • Tagliare il riscaldamento o il condizionamento in sala: un cliente che ha freddo o caldo non torna, e perdi molto più del costo dell'energia risparmiata.
  • Rimandare la manutenzione per non spendere: un guasto improvviso a un banco frigo pieno di merce costa più di dieci manutenzioni preventive.

La regola pratica è questa: taglia sull'efficienza, mai sul servizio percepito dal cliente e mai sulla sicurezza alimentare.

Perché le utenze pesano di più quando il fatturato cala

Il punto che molti gestori sottovalutano è che luce, gas e acqua sono in gran parte costi fissi: li paghi quasi allo stesso modo che tu faccia 100 o 150 caffè al giorno, perché il frigorifero resta acceso comunque e l'insegna resta illuminata comunque. Questo significa che nei mesi di fatturato basso, la percentuale di incidenza delle utenze sale, anche se in euro spendi lo stesso. È lo stesso meccanismo che rende importante conoscere il proprio punto di pareggio: sapere quanti coperti o quanti scontrini ti servono per coprire tutti i costi fissi, comprese le utenze. Se non l'hai mai calcolato, trovi il metodo in questo articolo sul punto di pareggio.

Utenze bar e utenze ristorante: le differenze principali

Chi gestisce anche un ristorante, o un bar con cucina importante, ha una struttura di costi diversa. Il gas pesa molto di più per via dei fornelli accesi a lungo, e l'energia elettrica sale per via delle celle frigorifere più grandi e degli impianti di aspirazione in cucina. In un bar puro caffetteria le utenze restano invece dominate dall'elettrico, con gas e acqua a fare da comprimari. Se gestisci entrambe le attività, tienile separate nel foglio di calcolo: sommarle nasconde dove sta davvero il margine di intervento.

Il primo passo da fare questa settimana

Prendi le ultime tre bollette di luce, gas e acqua e il fatturato degli stessi tre mesi. Calcola la percentuale mese per mese con la formula vista sopra. Se ti trovi stabilmente sotto il 6-7% del fatturato, le utenze non sono il tuo problema: guarda altrove, materia prima o personale. Se invece la percentuale sale sopra quella soglia, o cresce vistosamente nei mesi di bassa stagione, è lì che vale la pena passare un pomeriggio a controllare guarnizioni, tarature e condizioni contrattuali con il fornitore di energia.

Domande frequenti

Come faccio a sapere se sto pagando troppo di utenze?
Non è il numero assoluto che conta, ma la percentuale sul tuo fatturato. Dividi il totale delle utenze del mese per il fatturato dello stesso mese e moltiplica per cento. Se stai sotto il 6-7% sei nella norma, se vai oltre vale la pena controllare guarnizioni, tarature e condizioni contrattuali con il fornitore.
Tra luce, gas e acqua, quale voce mi costa di più?
Nella maggior parte dei bar la luce è la voce più pesante perché frigoriferi, vetrine, macchina del caffè e insegna restano accesi tutto il giorno. Il gas sale di importanza solo se hai una cucina calda attiva per diverse ore, altrimenti pesa molto meno.
Perché le utenze pesano di più quando il fatturato cala?
Perché luce, gas e acqua sono costi quasi fissi: il frigorifero resta acceso e l'insegna illuminata indipendentemente da quanti caffè vendi. Quando incassi meno, la stessa spesa in euro diventa una percentuale più alta del fatturato, anche se in bolletta non cambia nulla.
Conviene spegnere i frigoriferi per risparmiare sulla bolletta?
No, non conviene mai. Il rischio di compromettere la sicurezza alimentare e perdere clienti costa molto più del risparmio in bolletta. Meglio intervenire su efficienza e manutenzione: guarnizioni consumate, illuminazione a LED, taratura della caldaia, e rinegoziazione del contratto di energia.
Quanto costa al mese l'energia elettrica in un bar medio?
Dipende molto da dimensioni, numero di frigoriferi e orario di apertura, ma per un bar di circa 40 metri quadri senza cucina importante una cifra plausibile è tra 400 e 600 euro al mese. Il modo corretto per saperlo è sommare le ultime bollette e dividerle per i mesi coperti, così ottieni la tua media reale invece di un numero generico.
Luce e gas: quale voce pesa di più sulle utenze di un bar?
Nella maggior parte dei bar la luce pesa più del gas, perché frigoriferi, vetrine, macchina del caffè e illuminazione restano accesi tutto il giorno. Il gas sale di peso solo se il locale ha una cucina calda attiva per diverse ore, ad esempio per panini e piatti caldi.
Come si calcola la percentuale di utenze sul fatturato di un bar?
Somma le spese di luce, gas e acqua di un mese, dividi il totale per il fatturato dello stesso mese e moltiplica per cento. Ripeti il calcolo su almeno tre mesi diversi, includendo un mese di alta stagione e uno di bassa, perché i consumi di riscaldamento e condizionamento cambiano molto il risultato.
Quali sono i consumi medi di un bar in base al numero di coperti?
Non esiste un numero unico valido per tutti, perché contano molto il tipo di attrezzature, l'orario di apertura e la presenza o meno di cucina. Conviene calcolare il consumo per singolo apparecchio, guardare la targa di frigoriferi e macchina del caffè, e stimare le ore di funzionamento reali del proprio locale invece di affidarsi a medie generiche.
Esistono fornitori di energia più convenienti per i bar?
Le condizioni economiche variano nel tempo e da contratto a contratto, quindi la scelta più sensata è confrontare periodicamente le offerte disponibili sul mercato libero dell'energia, soprattutto se il contratto attuale è vecchio di alcuni anni. Un confronto va fatto guardando sia il prezzo dell'energia sia i costi fissi in bolletta, non solo la tariffa pubblicizzata.
Come ridurre le bollette del bar senza compromettere il servizio?
Gli interventi più efficaci sono quelli che migliorano l'efficienza senza toccare qualità o sicurezza: controllare le guarnizioni dei frigoriferi, passare a illuminazione a LED, tarare correttamente caldaia e macchina del caffè, e rinegoziare periodicamente il contratto di fornitura. Non conviene invece spegnere frigoriferi alimentari o ridurre il riscaldamento in sala, perché il rischio o il disagio per il cliente costa più del risparmio ottenuto.

Argomenti: costi fissi bar, spese luce gas acqua bar, utenze ristorante

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