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Costo del personale nel ristorante: quale percentuale sul fatturato è sostenibile

La regola del 30-35% sul costo del personale vale come punto di partenza, ma cambia molto tra un locale da 40 coperti e uno da 80. Un confronto con numeri concreti per capire dove sta davvero il tuo margine.

Illustrazione di apertura dell'articolo: Costo del personale nel ristorante: quale percentuale sul fatturato è sostenibile

Un ristorante con 40 coperti a servizio e uno con 80 non hanno lo stesso problema di personale, anche se sulla carta usano la stessa regola: il costo del lavoro non deve superare il 30-35% del fatturato. Il numero è giusto, ma preso da solo non ti dice niente. Serve vederlo dentro un conto vero, con i tuoi coperti e i tuoi turni.

La regola del 30-35% e da dove viene

Nella ristorazione indipendente italiana si usa spesso questo riferimento: il costo del personale, comprensivo di stipendi lordi, contributi, TFR e tredicesima, dovrebbe stare tra il 30 e il 35% del fatturato. Sopra il 35% il margine si assottiglia in fretta, sotto il 25% è probabile che il servizio ne stia risentendo, o che il locale stia sfruttando situazioni non replicabili (un socio che lavora gratis, orari ridotti, personale in nero).

Il problema è che questa fascia nasce come media di settore, non come legge fisica. Un locale con cucina elaborata e tanti coperti a pranzo e cena avrà bisogno di più brigata di uno che fa solo aperitivo e piatti freddi. Il 30-35% va sempre confrontato con il tuo mix di prodotto, i tuoi orari di apertura e la tua zona.

Cosa entra nel calcolo

  • Stipendi lordi di tutto il personale, in sala e in cucina
  • Contributi INPS e INAIL a carico dell'azienda
  • TFR maturato, anche se lo paghi solo all'uscita
  • Tredicesima e, se prevista dal contratto, quattordicesima
  • Straordinari e tutto ciò che passa da cedolino, inclusi extra e stagionali

Se nel calcolo metti solo lo stipendio netto che vedi uscire dal conto corrente ogni mese, stai sottostimando il costo reale anche del 25-30%. È l'errore più comune quando un ristoratore fa il conto a occhio.

Come si calcola davvero, con un esempio

Mettiamo un ristorante che fattura 18.000 euro alla settimana. Il costo del personale, tutto compreso, è di 6.300 euro. Il calcolo è semplice: 6.300 diviso 18.000, per cento. Fa il 35%. Sei esattamente al limite superiore della fascia.

Se la stessa settimana il fatturato scende a 15.000 euro perché piove tre sere su sette, ma il personale resta lo stesso (i turni sono fissi, non li tagli da un giorno all'altro), il costo del personale sale al 42%. Ecco perché la percentuale va guardata su base mensile o meglio ancora su un trimestre: la settimana singola oscilla, e prendere decisioni su un solo dato ti porta fuori strada.

40 coperti contro 80 coperti: cosa cambia nei numeri

Un locale da 40 coperti a pieno regime, con un turno di pranzo e uno di cena, può reggersi con 4-5 persone in sala e cucina insieme, distribuite su turni spezzati. Se il conto medio è 28 euro e riempi 35 coperti a sera, il fatturato giornaliero è di circa 980 euro. Con un costo del personale di 350 euro al giorno, sei al 35,7%.

Un locale da 80 coperti, anche con lo stesso conto medio, ha bisogno quasi del doppio del personale per garantire lo stesso livello di servizio: non raddoppia esattamente, perché ci sono economie di scala in cucina e in sala, ma la crescita non è lineare. Se il costo del personale sale a 620 euro al giorno per gestire 70 coperti riempiti a 28 euro, il fatturato è 1.960 euro e la percentuale scende al 31,6%.

Questo è il punto centrale: i locali più grandi, se riescono a riempire i coperti, tendono ad avere una percentuale di personale più bassa, perché alcuni costi fissi (un responsabile di sala, un capo cucina) si spalmano su più fatturato. Il locale piccolo fatica a scendere sotto il 35% perché ha una soglia minima di persone in turno sotto la quale il servizio non regge, indipendentemente da quanti coperti riempie davvero.

Quando il 40% non è un allarme, e quando lo è

Se il tuo personale costa il 40% del fatturato, non è automaticamente un problema. Dipende da cosa succede sulle altre voci. Se il tuo food cost è basso, mettiamo il 24% invece del 30% medio, e l'affitto è contenuto perché il locale è di proprietà o in una zona periferica, un 40% di personale può comunque lasciarti un margine netto sano.

Il problema vero si vede quando sommi le percentuali: food cost, personale, affitto, utenze. Se la somma supera l'85-88% del fatturato, il margine che resta per ammortamenti, imprevisti e utile è troppo sottile per assorbire un mese fiacco. Un 40% di personale che convive con un 35% di food cost e un 12% di affitto non lascia scampo: sei già oltre il limite prima di contare le utenze.

La percentuale del personale non va giudicata da sola. Va sommata alle altre voci variabili e fisse per vedere quanto margine resta davvero a fine settimana.

Bar contro ristorante: perché la percentuale cambia

Un bar che vive di colazioni, caffè e aperitivo ha un food cost molto più basso di un ristorante, spesso sotto il 20%, ma ha bisogno di personale quasi continuativo dalle 7 del mattino fino a sera. Il risultato è che il costo del personale su un bar può arrivare al 38-42% senza essere fuori controllo, perché il margine lordo sui prodotti da banco è molto alto rispetto alla materia prima.

Un ristorante con cucina elaborata ha food cost più alto, spesso tra il 28 e il 33%, e turni concentrati su pranzo e cena. Qui il personale dovrebbe restare più vicino al 30-33% perché lo spazio percentuale è già eroso dalla materia prima. Confrontare la percentuale del tuo bar con quella del ristorante del tuo amico non serve a niente: cambiano le strutture di costo a monte.

Ridurre il costo del personale senza tagliare persone

Prima di pensare a un licenziamento, guarda i turni. Spesso il problema non è quante persone hai in squadra, ma come sono distribuite rispetto al flusso reale di clienti. Se il martedì a pranzo fai 12 coperti e tieni comunque 3 persone in sala, stai pagando una copertura che il fatturato di quel giorno non giustifica.

  • Confronta i turni con lo storico dei coperti giorno per giorno, non con una media settimanale
  • Valuta se un part time mirato sui picchi costa meno di uno straordinario pagato a un full time
  • Controlla se stai pagando ore di apertura vuote: un locale aperto anche nei momenti morti costa personale senza generare fatturato che lo ripaghi
  • Rivedi il menu nei giorni deboli: meno preparazioni complesse significa meno tempo cucina, quindi meno ore necessarie

Tagliare le ore nei momenti giusti, senza toccare l'organico nei momenti di picco, è quasi sempre più efficace che ridurre il numero di persone in squadra. Perdere una persona che conosce il locale ha un costo di formazione e di errori che raramente compare nel conto, ma si sente eccome nel servizio.

Cosa succede se il personale costa meno del 25%

Un costo del personale sotto il 25% del fatturato sembra un ottimo risultato, ma quasi sempre nasconde qualcosa. Le situazioni più comuni sono tre: il titolare e la famiglia lavorano senza uno stipendio proporzionato al ruolo che coprono, il servizio è sotto organico e i clienti aspettano troppo o vengono serviti male, oppure c'è del lavoro pagato fuori busta che non compare nei conti ufficiali.

Nessuna delle tre è una base solida per valutare la salute del locale. Se il titolare lavora 70 ore a settimana senza contarsi uno stipendio reale, il margine netto che vedi sulla carta è gonfiato: il giorno in cui quella persona si ferma, o vuole essere pagata per quello che fa, il conto cambia completamente.

Il conto settimanale che tiene insieme tutto

Il costo del personale ha senso solo dentro un conto settimanale che mette in fila tutte le voci: fatturato, food cost, personale, affitto, utenze. Su un foglio, anche semplice, basta segnare ogni settimana queste cinque cifre e calcolare le percentuali sul fatturato. Dopo un paio di mesi hai uno storico vero, non un'impressione.

Da quello storico si vede se il 35% di personale di una settimana buona diventa il 45% di una settimana fiacca, e se il locale ha margine per assorbirlo o no. È un lavoro di controllo che richiede costanza più che complicazione: la difficoltà non è calcolare la percentuale, è tenerla aggiornata settimana dopo settimana invece di scoprirla a bilancio, quando è troppo tardi per correggere.

Su questo tipo di controllo, tenere sotto controllo anche il food cost aiuta a capire quanto margine reale resta dopo aver pagato materia prima e personale insieme: puoi vedere come funziona Margixo per il lato food cost, o guardare i prezzi se vuoi capire cosa comprende l'abbonamento.

Domande frequenti

Qual è la percentuale giusta di costo del personale sul fatturato?
Nella ristorazione indipendente italiana il riferimento comune è tra il 30 e il 35% del fatturato, comprensivo di stipendi lordi, contributi, TFR e tredicesima. La percentuale corretta per il tuo locale dipende però dal food cost, dall'affitto e dal tipo di servizio: un bar può reggere anche il 40%, un ristorante con food cost alto dovrebbe restare più vicino al 30%.
Come calcolo il costo del personale nel mio ristorante?
Somma tutti gli stipendi lordi, i contributi INPS e INAIL a carico tuo, il TFR maturato e le mensilità aggiuntive come tredicesima e straordinari. Dividi questo totale per il fatturato dello stesso periodo e moltiplica per cento. Fallo su base mensile o trimestrale, non su una singola settimana, perché i dati settimanali oscillano troppo per essere affidabili.
Se il personale mi costa il 40% del fatturato, sto spendendo troppo?
Non necessariamente. Devi sommare il 40% alle altre percentuali: food cost, affitto, utenze. Se la somma totale resta sotto l'85-88% del fatturato, il margine che rimane può essere comunque sano. Il problema nasce quando il 40% di personale si somma a un food cost già alto e a un affitto pesante: in quel caso il margine sparisce.
Come ridurre il costo del personale senza licenziare?
Confronta i turni con i coperti reali giorno per giorno, non con la media settimanale, e togli ore nei momenti morti invece di tagliare persone. Valuta part time mirati sui picchi al posto degli straordinari, e semplifica il menu nei giorni deboli per ridurre le ore di preparazione in cucina. Perdere personale formato costa spesso più di quanto sembri risparmiare.
Il costo del personale cambia se ho un bar invece di un ristorante?
Sì. Un bar ha food cost molto più basso, spesso sotto il 20%, ma richiede personale quasi continuativo dalla mattina alla sera, quindi può arrivare al 38-42% di costo del personale senza essere fuori controllo. Un ristorante ha food cost più alto e turni concentrati su pranzo e cena, quindi dovrebbe tenere il personale più vicino al 30-33% per lasciare margine.
Cosa succede se il personale mi costa meno del 25%?
Quasi sempre nasconde un problema: il titolare o la famiglia lavorano senza uno stipendio proporzionato, il locale è sotto organico e il servizio ne risente, oppure c'è lavoro pagato fuori busta. Una percentuale così bassa non è una base solida per giudicare la salute del locale, perché il giorno in cui la situazione si normalizza il conto cambia in fretta.

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