Blog · prezzi-dei-fornitori · · 7 minuti di lettura

Grossista o cash and carry: come scegliere senza perderci sopra

Grossista o cash and carry? Il confronto non si ferma al prezzo in etichetta: serve sommare il costo del servizio di consegna e il tempo perso in coda, con un esempio numerico su una spesa reale di ristorante.

Grossista o cash and carry: come scegliere senza perderci sopra

Hai guardato lo scontrino del cash and carry e ti è sembrato più basso di quello del grossista che ti consegna in sala due volte a settimana. Poi hai contato le ore passate in macchina, in coda alla cassa, a caricare scatoloni nel bagagliaio. Il conto cambia. Non esiste una risposta uguale per tutti i ristoranti: dipende da cosa compri, quanto ne compri e quanto vale la tua ora quando non è passata in cucina.

Che differenza c'è tra grossista e cash and carry

Il grossista alimentare per ristorazione prende il tuo ordine, lo prepara in magazzino e te lo consegna con un furgone, di solito con un giorno o due di anticipo rispetto alla consegna. Il prezzo che paghi include quel servizio: preparazione ordine, trasporto, a volte anche la gestione del reso se un prodotto arriva non conforme.

Il cash and carry funziona come un supermercato all'ingrosso: entri con il carrello, scegli, paghi alla cassa e porti via tutto con la tua macchina o il tuo furgone. Non c'è consegna, non c'è un agente che prende l'ordine al telefono, non c'è margine di servizio nel prezzo. Per questo gli scaffali del cash and carry mostrano spesso prezzi più bassi a parità di prodotto.

La domanda non è quale dei due sia migliore in assoluto. È quale ti costa meno sommando il prezzo del prodotto e il tempo che ci spendi sopra.

Un esempio di spesa reale per capire il conto

Mettiamo una trattoria media che ogni settimana compra: 20 kg di farina, 15 kg di pomodori pelati in latta, 10 litri di olio extravergine, 8 kg di mozzarella, 5 kg di carne macinata e un cartone di acqua e bibite da 24 bottiglie. Con il grossista, l'ordine arriva il martedì mattina, consegnato direttamente in cucina, con 15 minuti di tempo per controllare e firmare il documento di trasporto.

Con il cash and carry, lo stesso ordine richiede: 20 minuti di tragitto andata, 30-40 minuti tra scelta dei prodotti e coda in cassa nelle ore di punta del mattino, 20 minuti di ritorno, più il tempo di scarico e sistemazione in magazzino. Diciamo un'ora e mezza di lavoro di chi normalmente sarebbe in cucina o a fare altro.

Se quella persona costa al locale, tra stipendio e contributi, 15 euro l'ora, un'ora e mezza vale 22,50 euro. Se il grossista applica un sovrapprezzo di consegna di 10-15 euro sull'ordine settimanale (alcuni lo fanno esplicito in fattura, altri lo spalmano nel prezzo dei singoli prodotti), il conto tra le due opzioni si avvicina parecchio più di quanto sembri guardando solo lo scontrino.

Il numero esatto lo trovi solo rifacendo questo calcolo con i tuoi tempi di tragitto, il tuo orario di consegna e lo stipendio di chi fa la spesa. Non esiste una percentuale di risparmio valida per tutti i locali: cambia con la distanza dal cash and carry e con quanto tempo costa davvero un'ora della tua cucina.

Come leggere il prezzo reale, non solo quello esposto

Il prezzo al chilo o al litro che vedi sullo scaffale del cash and carry va confrontato con quello in fattura del grossista, ma attenzione ai formati: una confezione da 5 kg di farina al cash and carry e un sacco da 25 kg del grossista non si paragonano a occhio, serve riportare tutto alla stessa unità di misura. Su questo vale lo stesso metodo spiegato per confrontare formati diversi tra fornitori: dividi sempre il prezzo totale per i chili o i litri effettivi, non per il numero di confezioni.

Un altro punto che sfugge: il cash and carry spesso vende solo in confezioni multiple o taglie grandi, pensate per chi ha spazio di stoccaggio. Se compri 25 kg di farina perché è l'unico formato disponibile, ma ne usi solo 15 kg a settimana, il resto resta in magazzino, occupa spazio e rischia di scadere. Qui il risparmio sul prezzo unitario si mangia da solo se poi butti prodotto o lo tieni fermo troppo a lungo: il tema è lo stesso trattato per la rotazione del magazzino.

Quando conviene il grossista

Il grossista ha senso quando:

  • Il tempo di chi fa gli ordini vale più del sovrapprezzo di consegna, perché quella persona in cucina produce più margine di quanto costi il servizio.
  • Serve un fornitore di fiducia per prodotti freschi delicati (pesce, carne, latticini) dove la consegna rapida e controllata riduce gli scarti.
  • Il locale è lontano dal cash and carry più vicino e il tragitto costerebbe più del sovrapprezzo stesso in carburante e tempo.
  • Serve flessibilità sugli ordini: aggiungere o togliere prodotti all'ultimo momento, cosa che un ordine telefonico o via app permette meglio di una spesa fisica.

Quando conviene il cash and carry

Il cash and carry ha senso quando:

  • Compri prodotti non deperibili in grandi quantità: farina, conserve, oli, bevande, detersivi, prodotti per la sala.
  • Hai spazio di magazzino per stoccare formati grandi senza problemi di rotazione.
  • Il locale è vicino e il tragitto si inserisce in un'ora morta della giornata, senza sottrarre tempo al servizio.
  • Vuoi vedere e toccare il prodotto prima di comprarlo, utile per verificare qualità o scadenza diretta sullo scaffale.

La maggior parte dei ristoranti non sceglie uno o l'altro in modo esclusivo. Usa il cash and carry per il secco e le bevande, e il grossista per il fresco e per i prodotti che servono con regolarità e poco preavviso.

Gli sconti quantità: non sono uguali nei due canali

Il grossista spesso applica sconti scaglionati sulla fattura mensile o trimestrale, legati al volume totale acquistato nel tempo: più ordini fai, più il listino scende. Questo tipo di sconto si negozia, e si negozia meglio se hai lo storico dei tuoi acquisti pronto da mostrare, come spiegato nell'articolo su come trattare i prezzi con il fornitore alimentare.

Il cash and carry lavora diversamente: lo sconto è quasi sempre legato alla quantità del singolo acquisto, non allo storico. Se compri la cassa intera invece del singolo pezzo, paghi meno al chilo in quel preciso momento, ma non costruisci nessuna relazione commerciale che ti dia margine di trattativa nel tempo. Non c'è un agente con cui parlare se il prezzo di un prodotto sale improvvisamente.

Come portare il confronto al tavolo della decisione

Prendi la tua lista di spesa ricorrente delle ultime quattro settimane. Dividila in due colonne: prodotti freschi e deperibili da una parte, secco e bevande dall'altra. Per ogni voce, scrivi il prezzo al chilo o al litro pagato al grossista e quello che trovi al cash and carry più vicino, riportato alla stessa unità di misura.

Poi aggiungi una terza colonna: il tempo che impieghi a fare la spesa al cash and carry per quella categoria di prodotti, moltiplicato per il costo orario di chi la fa. Solo sommando prezzo del prodotto e costo del tempo ottieni il numero vero. Se il grossista ti fa anche una fattura elettronica leggibile riga per riga, hai pure il vantaggio di controllare subito eventuali aumenti nascosti: su questo trovi il metodo nell'articolo su come leggere la fattura di un fornitore.

Cosa guardare il mese prossimo

Non limitarti a confrontare il prezzo una volta sola. Il mese prossimo, quando rifai l'ordine, controlla se il grossista ha alzato il sovrapprezzo di consegna o cambiato la soglia minima per la consegna gratuita. E controlla se il cash and carry ha cambiato i formati disponibili, perché un formato più grande può spingerti a comprare più di quanto usi davvero, con il rischio di ritrovarti scorte ferme in magazzino. Il confronto tra i due canali non è una scelta fatta una volta per tutte: va rivisto ogni volta che cambiano i volumi del locale o i prezzi di uno dei due.

Domande frequenti

Ma il cash and carry non è sempre più conveniente del grossista?
No, il prezzo esposto è spesso più basso ma va sommato al tempo che impieghi per andare, scegliere, fare la coda e tornare. Se quel tempo sottrae ore a chi lavora in cucina o in sala, il risparmio reale si riduce o sparisce del tutto.
Quanto mi costa davvero il servizio di consegna del grossista?
Varia da fornitore a fornitore: alcuni lo indicano come voce separata in fattura, altri lo includono nel prezzo dei singoli prodotti. Per saperlo con certezza confronta lo stesso prodotto nello stesso formato tra grossista e cash and carry, riportando entrambi i prezzi alla stessa unità di misura.
Quando mi conviene usare il grossista invece di andare al cash and carry?
Conviene quando il tempo di chi fa gli ordini vale più del sovrapprezzo di consegna, quando servono prodotti freschi e delicati che richiedono consegna rapida e controllata, oppure quando il locale è lontano dal cash and carry più vicino e il tragitto costerebbe più in tempo e carburante.
Come faccio a calcolare il costo totale reale tra grossista e cash and carry?
Somma il prezzo del prodotto riportato alla stessa unità di misura nei due canali, più il costo del tempo speso per fare la spesa al cash and carry, calcolato moltiplicando le ore impiegate per il costo orario di chi se ne occupa. Solo la somma delle due voci dà il confronto reale.

Argomenti: grossista alimentare ristorante, cash and carry ristorazione, differenza grossista cash and carry, costi grossista vs cash and carry

Da leggere adesso